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martedì 3 gennaio 2017

Arrivò il 2017

Quest'anno è passato nella nebbia e quando il 31, mentre andavamo dagli amici per la cena e i festeggiamenti, Luca mi ha fatto l'elenco delle belle cose di questo 2016 ormai andato, giuro che proprio io non ne sarei stata capace, sopraffatta da tutto ciò che, invece, era andato male.
E già il 31 vedeva delle belle cose per il 2017. Matrimonio a parte (che probabilmente mi porterà comunque una mole di stress enorme) io non sapevo bene cosa identificare come punto fisso bello in questo anno appena iniziato, ma pare che lui ne abbia diversi...
Io so solo che ho iniziato il 2017 con una contrattura che mi ha fatto piangere dal dolore... si spera che non sia una cosa da ripetere troppo spesso...

L'oroscopo per tutto dicembre mi diceva di tenere duro, che nel 2017 mi aspettavano tante opportunità lavorative. Invero, il 6 dovrei consegnare alcune bozze di illustrazioni per un libro. Alla fine tornerò a lavorare più disegnando che scrivendo? Beh, che poi non ho mai lavorato scrivendo, secondo il letterale significato del termine lavoro. Il più è riuscire ad adattarmi a uno stile che non è proprio il mio, ma proverò ad accostarmi alla richiesta. In fondo si tratta di ri-illustrare un libro che aveva già visto una pubblicazione, ma non è assolutamente mia intenzione copiare. Ho sempre odiato copiare.

Copiare è il miglior modo per imparare, ma quando inizi a prenderci la mano, se veramente vuoi disegnare, devi lasciare che questa prenda il sopravvento. Non credo di avere uno stile molto marcato nel disegnare, ma so perfettamente riconoscere i miei limiti, ciò che non mi piace e ciò che non mi riesce. C'è la filosofia che per soldi si fa tutto quello che viene richiesto... ed è il motivo per cui son stata felice di aver abbandonato grafica pubblicitaria: ciò che non mi piace, non mi riesce.

Per la scrittura non fa differenza. Lo vedo anche io cosa riempie gli scaffali delle librerie, ciò non vuol dire che io mi debba adattare alla corrente. Piuttosto remo contro, ne subisco le conseguenze, ma non mi vergognerò mai di ciò che ho fatto. Probabilmente morirò povera, ma almeno sarò soddisfatta e orgogliosa di me stessa per aver avuto la forza di credere nei miei sogni, realizzandoli nel modo in cui li ho partoriti.

Non so quanto a breve, mi attende un viaggio, tre giorni con tre amiche splendide. Addio al nubilato a sorpresa. Io ho chiesto la sorpresa perchè da tanto tempo non ricevo belle sorprese e allora ho voluto così. Non so cosa abbiano tramato... so solo che mi han dato valigia e bagaglio a mano, devo calcolare che farà freddo e cammineremo molto. Dove mi porteranno le pazze? E in tutto questo al momento ho un cellulare con una fotocamera schifosa... non potrò fare le foto che vorrò e ciò mi fa abbastanza amarezza. Il mio Asus dorme abbandonato, ancora Luca non lo ha portato a far vedere almeno per chiedere quanto costi cambiargli lo schermo... La garanzia chissà che fine ha fatto, e questo è tutto merito del suo ordine...

Penso di aver fatto il giro di boa nel libro, adesso sto viaggiando verso la fine di questo terzo volume con le idee abbastanza chiare, godendo come una matta a scrivere di morte e distruzione, viva i pazzi! Sto tenendo tutti i miei filini che iniziano ad accorciarsi nell'arrivare ai nodi cruciali dove li fermerò nella speranza di giungere a un finale chiaro senza punti lasciati senza risoluzione. In questo i beta reader aiutano un sacco! Con la memoria che mi ritrovo, avere dei lettori attenti e fedeli aiuta un sacco. Se proprio devo sperare qualcosa nel 2017... spero in qualche recensione dato che continuano a scaricare, ma di commenti 0... che amarezza...

E niente... staremo a vedere. Per ora stress, ma spero che passi e che in qualche modo questo 2017 possa essere migliore, ci vorrebbe davvero poco...

lunedì 10 ottobre 2016

Ciarlando del mio scrivere...

In questi giorni sto finendo di rivedere le pagine scritte boh... tipo qualcosa come tre-quattro anni fa del terzo libro di Leodhrae. Sto modificando un sacco di cose. Non il contenuto, ma il modo di scrivere sì, specialmente i dialoghi. Da una certa parte mi fa piacere notare che le idee sono le stesse ma ho migliorato (spero) il modo in cui esporle.
In realtà ci sono alcune scene "scomode" che ho provato a eliminare... ma mi è sembrato quasi di sentire l'indignazione dei personaggi e mi son detta che, nonostante a diversi non sia piaciuta, se ho lasciato invariata Aghadralia anche post revisione, allora dovevo seguire la stessa linea e lasciare ai personaggi libertà di espressione.

Il più problematico è sempre Nare, la cosa non mi stupisce...
E mi sembra anche di vederlo lì che sbuffa e ride, come a sfidarmi. Cambiami, se ci riesci... Provaci e io distruggerò tutto quello che scriverai comportandomi da imbecille.
Beh, dipende un po' dai punti di vista... Per qualcuno sicuramente Nare non è il più intelligente (anche se forse si ritiene tale), ma siamo tutti concordi che non sia sicuramente il più buono e che, spesso, non si chieda nemmeno se i suoi gesti e le sue azioni possano creare danni...

Ora sto esaurendo il materiale da revisionare e mi aspetteranno i fogli bianchi da riempire. Da una certa parte ciò mi permette una minore attenzione, nel senso che posso scrivere di getto e poi rivedere, alternando queste due cose, sfruttando l'ispirazione per la prima e lo scemare di essa per la seconda. In testa ho molte scene già "scritte", ma non sono il tipo da scrivere capitoli a caso per poi riunirli. Preferisco tenere tutto in testa, rivedere e modellare le idee fino al momento in cui serviranno, e, quando serviranno, saranno così il più perfette e adatte possibile.
Inoltre non mi piace considerare alcune parti più meritevoli di altre. Preferisco lavorare su ogni riga, su ogni evento perchè tutto contribuisce alla forma finale.

In una recensione mi avevano detto che l'alternarsi di scene quiete e momenti d'azione non era nei gusti di chi stava scrivendo (riconosceva lei stessa che fosse suo gusto, ma in fondo il gusto influisce per forza nel parere dato sul libro, per lo meno a livello soggettivo). Io, al contrario, non amo molto i libri dove l'azione è continua, quasi forzata certe volte. Ritengo che, come succede nella realtà, i momenti "normali" siano necessari, che la calma aiuti a esprimere diversi lati e atteggiamenti. Certo, direte voi, però se io leggo un fantasy è perchè voglio un'avventura, qualcosa di straordinario, non di normale.
Io ritengo che rendere normale una vita che di per sé non lo è rispetto alla nostra, sia bello. Amo quando un libro riesce a rendermi parte del suo mondo anche in quelle piccole cose che possono essere il cibo, le usanze, il vestiario, l'architettura... quando lo straordinario diventa straordinariamente normale. Certo, poi l'azione ci sarà, ci sarà la passione, la rabbia, il dolore, ma c'è anche la calma e a me piace darle spazio.
Con questo non critico gusti e/o stile di nessuno. Si fa per "parlare", per confrontarsi, prendere spunto.

E adesso mi dedico a queste fantomatiche ultime pagine già scritte e poi il salto verso l'ignoto. In fondo io posso avere alcune scene in mente, ma quando scrivo mi rendo conto che tutto scivola fuori senza molto ragionare. Lo ripeto sempre, ormai son quasi noiosa... ma a me sembra sempre che siano i personaggi a raccontarmela: io sono solo la scribacchina col compito di riportare tutto e guai a mettere becco.
Nare poi, per ricollegarci a sopra, è il più intollerante, quello che ci tiene proprio che le cose vengano scritte come vuole lui, senza omettere, senza addolcire. E' proprio un grandissimo s.....

lunedì 18 luglio 2016

Un po' di musica con due chiacchiere #1


Lasciamo andare la riproduzione casuale nel lettore e vediamo un po' cosa mi porta oggi. Un po' di musica di questo tipo c'è sempre e di solito la sfrutto molto mentre scrivo perchè è l'ispirazione migliore; ne ho delle playlist fatte ad hoc in dipendenza di cosa sto scrivendo (principalmente 5: una per Leodhrae, una per Reset, una per Realm of Thorns, una per In Our Memory e una per All'Ombra della Torre... curiosi eh?)


Adoro... l'adoro davvero tanto e l'ho usata tantissimo per scrivere di tutto. Penso sia molto presente nelle mie playlist e in cuffia. Magari non è proprio l'ideale per le giornate depresse, ma io l'ascolto ugualmente perchè mi piace troppo, mi scorre in vena come acqua e me la godo con grande piacere!

Oggi sto discutendo molto con una collega socia, vice presidente di S.E.U. su recensioni, letture, piattaforme e cose così, roba da gente che scrive e legge. Ragionavamo su come si maturi nei gusti, su cosa leggiamo, perchè, cosa ne pensiamo... crescite insomma. Credo sia bello, in questi ambiti, rendersi conto di come e quanto si possa crescere. Non è bello?


Credo che ricordare come si era, e valutare come si è adesso, sia una di quelle attività a cui dedicarsi con piacere. Bisognerebbe analizzarsi spesso e con calma, cercando di capire cosa stiamo facendo, su che strada siamo e dove stiamo andando. Fissare delle mete ma, soprattutto, apprezzare il cammino fatto fino ad ora, valutare le cadute, apprezzare i ritorni in carreggiata e fare tesoro dell'esperienza accumulata senza lasciare troppo spazio ai se, ai ma... Tanto indietro non si può tornare...


Una cosa che proprio non riesco a fare in cui un tempo ero brava, è non pensare a niente (che poi sarebbe corretto dire pensare a niente). Non intendo il fregarsene, intendo proprio lo svuotare la mente, lasciarla vuota, libera di riempirsi delle sensazioni e dei suoni che vengono dall'esterno e godersela. Quella sensazione di leggerezza e relax che si gode appieno magari distesi all'ombra (o al sole, dipende dai gusti) in giardino o in un posto senza nulla, magari in campagna dopo un bel pic nic. E' una sensazione che sto ricercando da tanto, di cui avrei bisogno... ma non è facile, specie quando di problemi e di pensieri ce ne sono tanti. E quando ce ne sono tanti, l'ansia tramuta anche un pensierino da nulla in qualcosa di pesante e opprimente... e quindi ecco che subentra un circolo vizioso che rende il relax sempre più un'utopia...
Pensieri adatti agli Amethystium che sono relax distillato XD li ascolto da così tanto tempo... e sono tra i pochi che non mi hanno mai stancato e di cui posso dire di apprezzare in pieno un album senza selezionare uno o due brani.


Ultimo brano per questa prima serie di pensieri e musica. Adoro questo pezzo, adoro in generale questo genere di musica accompagnata da voce o cori. Anche questa molto usata mentre scrivo, di solito prediletta per scene descrittive e non parlate.
Strano che la riproduzione casuale non mi abbia portato all'orecchio qualche ricordo o magari qualcosa di più allegro e movimentato x3 magari sarà per la prossima volta!

sabato 9 luglio 2016

Tra Cielo e Terra, disponibile gratis da oggi ^^


Sono passati già quattro anni da quando sperimentai la piattaforma di THe iNCIPIT con questo racconto diviso in dieci brevi capitoli, quattro anni in cui l'ho archiviato con l'idea un giorno di metterli tutti insieme e diffondi in maniera un po' migliore. Non so perchè lo abbia fatto dopo quattro anni... probabilmente perchè ho troppe cose per la testa.
In questo periodo sono molto stressata e non riesco a scrivere. Non si tratta del blocco dello scrittore dovuto a carenza di ispirazione: le idee le ho, avoglia se ne ho. Non riesco proprio a scrivere... mi metto al pc, inizio, ma non riesco a concentrarmi e se non mi concentro scrivo due righe e poi divago con la testa... e capirete che scrivere a questo modo è una tortura e il risultato non è accettabile.

Così ecco, mi son messa lì e ho pubblicato questo piccolo ebook gratuitamente. Adesso lo si può trovare ovunque, sui maggiori store. Tempo di uscire, ho visto che è stato già scaricato. Mi fa piacere, spero possa essere un piacevole, seppur breve, lettura.
Non l'ho pubblicato come slancio per ampliare quel mondo o costruirci sopra qualcosa, l'ho pubblicato così per come era nato: farsi leggere, intrattenere un pochettino, introdurre in un mondo che, seppur per poco tempo, potesse coinvolgere il lettore. Herowyn e Xaga sono due personaggi diversi che rappresentano la volontà, il desiderio di raggiungere il proprio obbiettivo. Cosa si è disposti a fare? Cosa si è disposti a dare? A cosa si è disposti a rinunciare?
In Herowyn e Xaga, benché siano due personaggi di fantasia e come tali possono essere anche solo e soltanto quello, potrei racchiudere anche buona parte di me, di questa lunga strada in un mondo che non sempre sento affine, un mondo dove io vorrei raggiungere qualcosa, ma non è semplice e non sempre chiaro come, cosa, quando...

Spesso viene chiesto agli autori quanto ci sia di loro nei personaggi... Credo che mai come in questo caso io mi riveda in loro. Forse sono più come Herowyn e vorrei essere maggiormente come Xaga, ma nulla ci vieta di cambiare, di perseguire il nostro sogno. Per averlo scritto di getto, senza sapere come poteva andare, come poteva finire, sono rimasta soddisfatta dell'esperimento e, nell'abbozzare un mondo credibile con poche pagine, ci ho lasciato dentro più di quanto avrei pensato.

Se vorrete dargli una chance, leggetelo. Se vorrete lasciare un commento, sarò curiosa di sapere cosa ne pensate, se vi sentite più Herowyn o Xaga, più Cielo o più Terra. In ogni caso, mi auguro stiate vivendo o abbiate vissuto il percorso di cambiamento per raggiungere il vostro sogno <3

giovedì 30 giugno 2016

Musica


Se io dovessi raccontare una storia, una qualsiasi, non potrei fare a meno della colonna sonora. Cosa sarebbe un film senza colonna sonora? Allo stesso modo le mie giornate hanno spesso la colonna sonora. Appena scendo, che sia per stare al pc o per far altro, la musica deve esserci. Ci sono quelle giornate dove vuoi sentire qualcosa in particolare, altre che lasci che sia la riproduzione casuale a guidarti.

Nonostante io sia una persona che non riesce a seguire due cose contemporaneamente salvo poche eccezioni (tipo giocare di ruolo da tavolo e disegnare/scucicchiare/perlinare), non è mai esistito che io scrivessi senza avere la musica come sottofondo, spesso creo playlist dedicate e adatte al tema. A volte mando avanti fino a che non trovo la canzone perfetta che mi dà il la, quella che accende l'immaginazione. Basta la scintilla, poi tutto di solito fila liscio da solo.

L'unica cosa che non riesco a fare con la musica è leggere, proprio perchè mi concentro su quella e la mia testa parte per conto suo senza prestare attenzione a quello che sta leggendo, deformandolo. Eppure ho letto un libro con la musica... non ricordo quale era, mi sa che fosse de La Corte editore e aveva una sua playlist integrata da ascoltare tramite web e io, da brava, col mio cellulare accanto, leggevo cambiando le tracce quando era segnalato. Interessante come idea, ma di base comunque preferisco leggere in tutta tranquillità. Se un libro è bello, la colonna sonora si crea nella testa col susseguirsi della storia.

Benchè ascolti un sacco di cose diverse, la mia predilezione, nello specifico quando scrivo, è soprattutto l'ambient composta da tutta quella musica che potrete trovare su YouTube cercando epic music, trailer music e ci sono dei profili che ne condividono tanta, di tanti autori e di tutti i tipi.
I primi che ho conosciuto e di cui ho ascoltato tutto son stati i Two Steps from Hell a cui poi si sono affiancati gli Immediate Music e poi ho scoperto che ci sono decine di autori di musiche bellissime. Amo molto Thomas Bergersen e ancor di più Ivan Torrent. Ma ce ne sono tantissimi... così a memoria mi vengono in mente Audiomachine, X-Ray Dog, Selectracks, Sonic Symphony, Ryan Taubert, City of the Fallen...


Togliendo questa musica, però, ne ascolto tanta e nel tempo mi son resa conto di aver cambiato spesso gusti. Qualcosa di stabile in playlist c'è... tipo gli Enigma, i Within Temptation, gli Amethystium, i Diary of Dreams. Molta roba si aggiunge di continuo, tipo negli ultimi due o tre anni ho scoperto Unheilig e Schiller, roba diversa ma che allo stesso modo ho amato e amo tutt'ora. Poi che c'entra, ovviamente ascolto le sigle dei cartoni animati e le canto in macchina con grande entusiasmo u,u perchè non si possono non cantare le sigle dei cartoni animati!

Ho sempre ascoltato roba nuova, son curiosa e son sempre aperta alla scoperta di qualche novità. In questo Youtube è una grande risorsa perchè ti consiglia roba correlata che a volte non c'entra nulla, ma a volte ti fa drizzare le orecchie: "cos'è questa cosina qua?" e scopri qualcosa di piacevole che poi spulci. L'ultima è stata Eurielle, giusto l'altro giorno, che partendo da una canzone che avevo già sentito e apprezzato (Carry Me mi pare) avendo tempo vuoto sono andata a cercare il suo canale e ho spulciato un po'.


Anche confrontarsi con gli amici mi è sempre piaciuto. Ai tempi di msn, passavo delle ore in discussioni fatte di scambio files e links musicali con poche parole scritte di commento. Al tempo scoprivo molte canzoni guardando AMV, cosa che ora faccio molto meno di frequente e il mio preferito è Nostromo, i suoi abbinamenti musica-immagine mi piacciono moltissimo. Con l'espandesi di YouTube adesso i videomakers sono tantissimi, quindi ci sta che ci siano amv altrettanto belli o anche di più, ma non mi è capitata occasione di vederli perchè di solito la musica è in background e io sono su altre pagine o schermate, quindi non vedo cosa c'è sul tubo oltre alla musica.


Nonostante tutto questo ascoltare, spesso non ho una canzone precisa per alcune scene o luoghi. Non ho neanche la classica canzone mia e del mio compagno; però ricordo che lui al tempo, quando stavamo insieme da pochi mesi, mi inviò Princess Aurora di Luca Turilli che conservo tutt'ora per affetto più che per il fatto di piacermi.
Se una canzone la collego a un qualcosa è perchè probabilmente mi ha dato una scintilla o è capitata in sottofondo perfetta e precisa mentre stavo scrivendo. Ricordo che è stato così mentre scrivevo le pagine su Aghadralia a cui, da allora, associo sempre Reign of Chaos dei Diary of Dreams anche se adesso potrei trovare anche tante altre musiche adatte, magari anche di più, ma ormai quella è la canzone di Aghadralia.



Altra cosa che adoro è viaggiare in macchina con la musica: il connubio macchina+musica mi aiuta tantissimo a trovare ispirazione, tanto che giro con un'agendina in borsa dove appunto tutte le idee che mi vengono in mente di modo da non dimenticarle e da non dovermele ripetere a ruota per non dimenticarle. Le racchiudo lì, così non sfuggono e al momento buono le ripescherò.

In tutto questo, non so suonare nessuno strumento. Non sono mai stata molto portata per la musica, ma vorrei tanto un flauto dei nativi americani, magari prima o poi lo avrò! Mio fratello suona la batteria, io a scuola non riuscivo manco a suonare la clavietta: o soffiavo o pigiavo i tasti... stupida clavietta! Traumi infantili... sob...

martedì 21 giugno 2016

Recensire

Ultimamente recensire è una cosa che fanno in tanti. Un tempo, magari, il recensore, quello “serio”, era quello che scriveva articoli su giornali e riviste; nel mio caso, più che di libri, leggevo recensioni di videogiochi e componentistica per computer. Con il primo computer che ho avuto il mondo si è un po’ allargato, ma poi mica tanto… il web era un po’ desertico (specie rispetto ad oggi) e il passaparola funzionava ancora come primo veicolo d’informazione e tutti eravamo un po’ pionieri quando sceglievamo quel libro piuttosto dell’altro o quella marca di televisore piuttosto di un’altra. Ed essere pionieri faceva anche un po’ figo, diciamocelo.

Le prime “recensioni” che son stata tenuta a fare son state su eBay, dove il feedback è obbligatorio, dove da subito ho bazzicato, comprando e vendendo, ma il metodo delle stelline (adesso ci metton pure la didascalia per spiegarti cosa significano) è sempre molto soggettivo. La scala di 5 stelle che si trova ovunque, non è uno specchio molto affidabile per certe cose. Dipende sempre dal metro di giudizio di chi compra e dalle aspettative che ha su quel prodotto. Le mie tre stelle non valgono quando le tre stelle di altri, probabilmente. Ed ecco che, allora, la recensione scritta, il commento, il parere, diventano la parte essenziale per capire, valutare e accettare o meno il voto di quell'utente.

Con accettare, badiamo bene, non intendo che si è autorizzati a scatenare una guerra a colpi di tastiera, dico solo che leggendo un commento si potrebbe pensare che quella motivazione a tre stelle, per te sarebbe la motivazione per quattro o magari per due. Quindi sorvoli sulle stelline e ti concentri sul commento vero e proprio (e te ne devi fregare però della media delle stelle, perchè sennò vorresti rivedere le stelle di tutti).

La recensione, oggi, la scrive chiunque, dall'esperto a quello meno esperto. Ci sono dei veri e propri maniaci della recensione che recensiscono o videorecensiscono qualsiasi cosa, dallo smartphone allo spazzolino da denti piuttosto che il pacco di pasta, ma… e questo è un grande ma: quanto sono affidabili le recensioni?

Partiamo dalla base. Noi tutti valutiamo ogni cosa in base alle esperienze, al bagaglio di conoscenze che abbiamo. Se io ho letto 10 libri ne saprò meno di uno che ne ha letti 100 e quindi quest’ultimo valuterà con un’esperienza maggiore il romanzo appena comprato. Mettiamo caso, però, che quest’ultimo sia un fantasy e lui abbia alle spalle, in quei 100 libri, solo un altro fantasy mentre i miei 10 lo sono tutti. A questo punto dovrei essere io ad avere una maggiore esperienza, almeno sul genere, no? Può darsi.
Bene, ma tutto ciò nessuno lo sa. Una persona che scrive recensioni non ha un curriculum dietro che ti dice chi sia, cosa abbia fatto e le sue esperienze; non sempre, almeno.

Ma questa è solo la partenza; potrebbe essere anche l’arrivo in un mondo ideale… ma siamo umani, siamo persone e quindi essere oggettivi e tecnici non è una cosa così semplice. Ci posiamo provare con le migliori intenzioni (ma penso ci sia qualcuno che nemmeno si pone il problema), ma non è detto che ci riusciamo.
Le aspettative che avevamo ci influenzano. Il commento generale potrebbe influenzarci. Il motivo dell’acquisto, di come si è entrati a contatto col prodotto influenzeranno la nostra testolina mentre facciamo conoscenza con l’ambito oggetto del nostro interesse.

In tutto ciò, tornando ai nostri libri, c’è di mezzo anche il gusto personale ed è per questo che nessuna recensione può essere assolutamente vera o meno, affidabile o farlocca: non a tutti piace la stessa cosa. Certo, ovviamente parliamo di quella parte di recensione che riguarda la trama, i personaggi, il contenuto insomma; se i difetti riscontrati interessano cose come la grammatica… beh, a te potrà pur piacere quel senso di caos e imprevidibilità dato dall'assenza di una punteggiatura messa in maniera decente, ma ci sono delle regole che dicono che hai sbagliato. Se ne sei cosciente e lo hai fatto ugualmente, allora sarai pronto a ricevere piogge di critiche in attesa del genio del caos che capirà il tuo guizzo artistico, ma sarà uno su 1000. In caso non sia così, l’umiltà è la via migliore: sbagliando s’impara.

Ma a ‘sto giro non scrivo queste due (mille) righe per lo scrittore piccato che risponde male all'ennesima recensione che critica il suo “stile”. Stavolta son qui che ragiono stando dall'altra parte perchè, senza la voglia di chiamarmi recensore, anche io scrivo il mio parere sui libri che leggo, ultimamente con più ordine e attenzione di un tempo.
Ogni volta per me non è facile, vorrei sempre leggere libri bellissimi, che mi prendano e mi entusiasmino e non è forse cercando questo che li leggiamo? Certo, ci sono anche recensori che leggono libri che non hanno scelto ma che hanno ricevuto, cosa che potrebbe influire, garantendo una parità generale. Non hanno scelto quel libro spendendo soldi, non conoscono chi glielo manda, per cui partono da un livello neutro che può, magari, garantire l’assenza di cadute drammatiche, baratri di delusione senza fondo. Se parti da aspettative 0, magari finisci a -5 con una smorfia, ma se parti da 5, carico e fogato come un bambino col suo primo pony videogioco, la delusione potrebbe farti percepire quella ricaduta di 5 come un -8 piuttosto che come uno 0.

E poi c’è una delle cose più difficili: conosci l’autore. Come dire in faccia a tale persona che ti ha parlato così tanto e bene del suo lavoro che a te tutto quell'entusiasmo, attraverso le pagine, proprio non è arrivato? Vale anche quando devi dire a un’amica che è truccata come fosse uscita dal ring o che il suo micro top più che le tette le esalta la panza… ci vuole tatto.

Tatto.

Tatto… come suona arcaica questa parola, con quest’aura mistica.

Ecco ciò che chi scrive il suo parere spesso dimentica: il tatto. Nella tua testa puoi esserti detto mille volte che quel libro è uno schifo, una merda, maledicendo il giorno che l’hai preso, l’amico che te l’ha consigliato, il manifesto pubblicitario, la copertina ingannevole, la standista che te lo ha presentato come il capolavoro del secolo… ma quando vai a scrivere pubblicamente cosa ne pensi, fermati un attimo a riflettere. Innanzi tutto, una critica scritta con calma e moderazione sa essere più efficace di due righe offensive. Non servono all'eventuale autore che le leggerà e sicuramente non ti daranno credito in quanto a serietà.

Soprattutto, la critica va argomentata. Dire che fa schifo non serve proprio a nulla. La tua stellina con scritto “solo perchè non posso dare 0″ influenzerà la media del prodotto, ovviamente, e qualcuno la riterrà un deterrente sufficiente, ma più che un recensore, sei un boicottatore e qualcuno con un po’ più di esperienza potrebbe non considerarti proprio.
Le stelline non argomentate, purtroppo, restano un grande mistero irrisolto: perchè ha messo quelle stelline? Cosa è o non è piaciuto? Boh, vai a saperlo… Ma anche in caso di un commento del tipo “Fantastico” o “Fa schifo” il dubbio resta… e dà credito alle male lingue super diffuse, ovvero: si è comprato le recensioni, nel primo caso, e haters nel secondo.
Poi magari questi le motivazioni ce le avevano anche, ma se non vengono scritte…

Tutto sto blaterare per cosa, quindi? Per dire che sì, fate bene a scrivere cosa ne pensate, aiuterete altri possibili acquirenti nella scelta e terrete anche un promemoria delle vostre esperienze e sensazioni, ma fatelo con criterio. Non recensite tanto per, piuttosto non fatelo. Se lo fate, riflettete attentamente su quello che scrivete e sul come lo fate. Un recensore bravo viene apprezzato anche quando non elogia un prodotto, dalla sua recensione si capisce che c’è un motivo preciso alla sua valutazione e, tornando al campo che mi “compete”, l’autore potrà imparare qualcosa, riflettere su ciò che ha scritto e migliorare, sperando magari, poi, di convincere col suo nuovo lavoro proprio quel recensore che a primo colpo lo aveva bocciato.

Concludendo in ambito libri, ricordatevi che, nella maggior parte dei casi (mi piacerebbe pensare che è la totalità ma, ahimè, so che non è così) uno scrittore e ancor prima un lettore come voi e che ha provato a scrivere per dire la sua, rendere partecipi altri come lui di un mondo, di un’esperienza. Quando giudicate un lavoro, tenete conto della persona che c’è dietro. Non sentitevi obbligati a dire che vi piace quello che ha fatto, è sbagliato. Siate onesti, ma con tatto. C’è modo e modo per dire le cose, qualsiasi sia la situazione, e un po’ di cortesia ed educazione sono sicuramente aiutanti ideali e non solo per scrivere recensioni, ma per stare al mondo e avere a che fare col prossimo.
Mettete comunque in conto che potrete imbattervi nello scrittore orgoglioso all'ennesima potenza che non accetterà nessuna critica, nemmeno la più concreta ed oggettiva… A quel punto non state a far polemica: c’è differenza tra essere orgogliosi e orgoglioni (orgogliosi+coglioni dalle mie parti) e i secondi vanno lasciati nel loro brodo. Inutile dargli spago: il loro lavoro non vi è piaciuto e glielo avete detto, se penseranno che siete voi a non capirli, ben venga. Dal canto vostro potrete non acquistare altro e loro avranno perso un lettore e un recensore sincero.

Augurandovi una buona giornata, vi consiglio di leggere sempre. Un libro sul comodino, in borsa, in tasca è sempre una buona compagnia e chi lo ha scritto, magari, sta aspettando proprio il vostro parere ^^

lunedì 20 giugno 2016

E’ da un po’ che non scrivevo due righe che non fossero sullo stato di salute (che è da tre settimane che fa pena, ma sembra che l’influenza finalmente abbia fatto le valige… peccato mi aspetti dell’altro cortisone… vabbeh).

Vengo dal BUK di Modena, anche se l’ho seguito dal letto in differita su Whatsapp mentre il mio ragazzo stava in stand con altri autori. No, non mi voglio lamentare di nulla, anche se non ho venduto. Non mi aspettavo nemmeno di vendere a una fiera generica con un pubblico di norma maggiormente interessato ad altri generi, ma a parte questo, stavo riflettendo su un paio di cose per cui non so… mi chiedo se sono io che funziono male…

Io scrivo prevalentemente fantasy anche se al momento sto portando avanti una narrativa autobiografica dedicata alle mie esperienze con delle bestiole, ho più che a metà un esperimento di fantascienza e fantasy meno classici di Leodhrae… tanta roba, ne finissi una… ma non scrivo quello che vuole il mercato. Non è che guardo cosa vende e quindi spremo le meningi per scrivere quel genere. Io non ci riesco. Quello che scrivo è parte di me, frutto di passione, di sogni ad occhi aperti… non riuscirei a scrivere a comando qualcosa di completamente diverso solo perchè lo richiede il mercato. Ci sarà un motivo se ho abbandonato grafica pubblicitaria, no? Io riesco a creare, artisticamente parlando, solo qualcosa che mi piace, che sia un libro, un racconto, un disegno o un vestito…

Riconosco che magari sia un limite, eppure non riesco nemmeno ad apprezzare e capire uno scrittore che interrompe i suoi lavori per seguire la moda del momento, scrivendo rapidamente qualcosa di un certo genere perchè va di moda… Magari ci vuole una certa abilità, oppure semplicemente si punta alla quantità, alla moda e al guadagno, pazienza se poi ne esce un lavoro frettoloso, superficiale o che non si sente veramente proprio.

Forse le mie 500 pagine spaventeranno molti lettori, ma nemmeno riesco a scrivere a mitraglia libri di 200 pagine scarse. Poi magari è una serie di tre libri di cui potevi farne uno… certo, direte voi, sarebbe costato oltre 20 euro, ma comprandone tre a 12 spenderete comunque di più. Poi, personalmente, ho un difetto: se un libro mi ispira, il modo di comprarlo lo trovo. Adesso con gli ebook la cosa diventa anche più semplice, se si è disposti a rinunciare alla carta.

A tal proposito, sto leggendo su cellulare diversi racconti e romanzi che trovo gratis su Google play. In realtà lo faccio in momenti in cui mi è difficile gestire la carta, ovvero mentre sono in giro, magari in ospedale, o per non tenere la luce sul comodino accesa fino alle 4, disturbando il mio compagno che dorme.

Leggendo queste cose, noto che c’è qualcosa di valore, ma anche tante cose scritte davvero male… ma la cosa che stanotte mi ha lasciata basita è che la gente ha dei gusti e dei metri di giudizio, insensati. Ho trovato lavori piacevoli votati con acidità immotivata e poi, dopo aver finito a fatica qualcosa di illeggibile, vedo tantissime cinque stelle. Ma scherziamo?! La critica negativa serve per capire, crescere, imparare… come si può dare il massimo a un romanzo non scritto male, di più. Non si salva nulla, dai verbi, alla punteggiatura, pronomi, plurale/singolare, impaginazione, sintassi… nulla! Ti è piaciuta tantissimo la trama? Bene, dai 4, ma non 5! Lo devi riconoscere che è scritto male, l’autore deve capirlo!

E poi lo stupore lascia spazio al disgusto quando, parlando con dei colleghi, scopri che ci sono autori che pagano per avere recensioni a 5 stelle. Ero rimasta allo scambio reciproco tra autori (che comunque non mi piace. Se vuoi io leggo il tuo libro, ma lo voto quel che ritengo giusto, senza ripicchine o leccate di culo), ma qui parliamo proprio di ricariche postepay di 5 euro per chi lascia cinque stelle… che poi diciamocelo: classiche recensioni solo stelle o con commenti: bellissimo!

Bellissimo è una recensione che non vuol dire nulla, esattamente come “fa schifo”. Perché? Dimmelo, spiegati… voglio capire se è scritto male o se non ti piace la trama! Vabbeh, anche io ho ancora il dubbio di quel voto fetente di una stellina su Anobii, ma nemmeno può un autore stare a perseguitare tutti quelli che gli lasciano un voto tartassandoli di messaggi. T’ha fatto schifo? Non mi dici perchè? Pazienza, conviverò con il tuo voto.

Purtroppo non riesco a essere come tanti colleghi, che vogliamo farci. Ci sta che questo non giochi a mio favore, ma, in fondo, francamente, c’è davvero chi spera di diventare ricco scrivendo? Io non credo diventerò mai ricca, né che possa farmi uno stipendio… più facile che vivrò in perdita. Ma ogni recensione positiva, le parole di chi ha letto un mio libro e ha apprezzato il mio lavoro… ecco, ciò ripaga i miei sforzi e io mi accontenterò di questo, sapendo che ho scritto qualcosa in cui credo e amo senza pagare nessuno per avere recensioni fantasmagoriche quanto false.

domenica 19 giugno 2016

Ho ripreso a scrivere, a rileggere, a lavorare con le parole. Ho fatto qualche concorso, anche se non ci credo granché, diciamo che è più un esercizio.

Ho continuato In Our Memory su THe iNCIPIT con In Their Memory. Il primo capitolo è un riassunto veloce, quindi anche se non avete letto il primo e non ne avete voglia, si fa anche senza u.u

Stasera si masterizza, pare, e devo rifare un po’ il punto della situazione perché credo di dovermi impostare dei png picchioni. XD che moriranno come delle cacche, ma va bene!

Sto disegnando l'erbario del live, sto facendo le uova (mi sento molto Mother of Dragons XD) e devo finire i costumi per il 21 di giungo… poi magari devo dedicarmi a quelli per la Festa dell'Unicorno.


Abbiamo preso un nuovo micio, sempre un Maine Coon, bianco con gli occhi bicromi, dorato e blu. Si chiama Zar, ha quattro mesi ed è sordo dalla nascita. Per ora non si è rivelato un problema, semplicemente se gli dici di scendere dal tavolo non ti caga, devi prenderlo e buttarlo giù, ma in una settimana ha già capito che il tavolo della cucina non è per lui. Forse lo avrà capito guardando anche gli altri due gattastri di casa, chissà.

Dato che pare sia cosa gradita, ogni tanto posto qualche mini stralcio del libro sulla pagina. A fine estate dovrebbe uscire il secondo, devo lavorare! Devo fare la copertina! So già più o meno cosa voglio, ma non è detto che sarà semplice farlo. Mi hanno regalato una lavagnetta grafica per il compleanno e ancora devo rinnovarla, quale migliore occasione?

Ho troppa roba da fare XD togliti da Tumblr Aurora e lavora! Lavora!

sabato 18 giugno 2016

Ieri ero alla premiazione dell’XI Edizione del concorso Lo Scrittoio. Nonostante pensassi di essere arrivata quarta (perché sapevo che ero tra i quattro finalisti) in realtà sono arrivata seconda <3 yuppi!

A sorpresa mi han fatto presentare Leodhrae… X’D povera me! Avevo portato all'associazione alcune copie del libro, ormai sono undici anni che seguo il loro concorso e ci sono affezionata, e loro mi han messo un microfono in mano. Ero così tesa che non mi ricordo manco che ho detto XD spero di aver detto qualcosa di coerente! (sì, sì, era coerente, me lo hanno confermato)

La libreria che sponsorizza l'evento prenderà alcuni miei libri, così ho potuto dare un punto di riferimento per l'acquisto. Purtroppo la gente non ama ordinare da internet… diciamo che non ama in generale ordinare. Io lo capisco… trovarsi a girare tra gli scaffali e poter sfogliare o rigirarsi tra le mani un libro è più accattivante…

Ma io non demordo! Provo a resistere così, e ora vedrò di partecipare a concorsi per opere edite e di portare avanti la cosa senza demoralizzarmi. In primis vedrò di concludere la faccenda ebook (se non mi fosse sparito il contratto l'avrei già fatto XD eh la briga di stampare…) anche se al momento ho voglia di fare poco X’“D

Nella mia testa ho mille idee, tra disegni e scucicchiamenti, ma alla fine non realizzo nulla. In realtà per i disegni mi blocca il lavoro al pc. Il mouse comincia a starmi stretto, ma la lavagnetta che ho non ha la sensibilità di pressione! -.- è inutile… ma neanche posso spendere soldi per una lavagnetta adesso… quindi o lavoro a mano o non lavoro…

Adesso vado a procacciarmi la cena, poi, probabilmente, mi studio un peluche che voglio fare da un bel po’ e ora ho occasione di fare per il mio ammore <3

Nuova recensioncina

Devo cucireee, devo cucireeeeehhhh!!!

A me il cortisone più che darmi insonnia mi dà ultra sonno =w= voglia di far qualcosa saltami addosso… eh vabbeh.
Recensione da parte di Annessi e Connessi che ho molto apprezzato (e che ringrazio)
Succede tantissimo, in questo romanzo fantasy di Aurora Filippi, Leodhrae, il risveglio dell’alchimia. Un fantasy atipico, quantomeno nelle figure che lo popolano. Scordiamoci il classico “à la Tolkien”, in questo romanzo troviamo più linee in comune con il fantasy di carattere nipponico, condito da elementi che risulteranno familiari a chi bazzica i terreni dei giochi di ruolo del genere e dei videogiochi gdr.
E’ facile immedesimarsi e calarsi nelle vicende narrate: l’autrice dimostra fantasia e destrezza nel trattare le tematiche più varie, sa descrivere con efficacia ambienti e soprattutto razze e personaggi, tenendo un buon ritmo anche nelle scene più movimentate. Alcuni passaggi rivelano qualche ingenuità stilistica, ma nel complesso l’opera brilla per cura del dettaglio (avremo trovato al più un refuso in 500 pagine di romanzo, un record anche per le case editrici più blasonate) e in diverse occasioni ci siamo stupiti della maturità di certi dialoghi, perfettamente in linea con quello che ci si aspetterebbe da personaggi di una certa caratura (ad esempio divinità elementali).
Ma di che cosa parla questo libro? E’ difficile spiegarlo con efficacia, perchè è evidente come questo sia solo il primo episodio di una saga e che di questa ne sia solo un primo capitolo che ne getta le basi e ne tratteggi i caratteri del mondo in cui si ambienta.
E’ sicuramente una storia di ampio respiro, che coinvolge personaggi primari e secondari molto ben delineati e nel complesso abbastanza credibili, per chi è pratico del genere. Alcuni riferimenti sono forse citazioni a opere celebri, ma nel complesso ci è sembrata una storia dagli accenti originali e interessanti.
A voler trovare qualche pecca possiamo dire che a volte lo stile è un po’ altalenante nel tono (a volte serioso, a volte leggermente scanzonato a prescindere dal personaggio che sta parlando o agendo, il che rende i personaggi un po’ uniformi nel modo di esprimersi) e che la primissima parte del romanzo sembra risentire della poca esperienza dell’autrice, suonando particolarmente ingenua. Fortunatamente, passati i primi capitoli, la storia inizia a farsi succosa e anche lo stile diventa più maturo e sicuro.
Nel complesso quindi ci sentiamo di consigliare questa lettura agli appassionati del genere e speriamo di poter presto proseguire la storia con i successivi capitoli della saga.
Leggi la recensione su Annessi e Connessi

Tiro fuori la macchina da cucire… vediamo se mi viene un po’ d'ispirazione. E voglio un manichino >,< perché non ne ho approfittato quando l'ho trovato in saldo che era delle giuste taglie? Porca miseria… ora dove le tiro fuori 120 euro? T^T mondo crudele…

Reeevisione

Dopo un po’, mi son decisa a rimuovere provvisoriamente il libro dalla vetrina di Photocity per risistemare l'impaginazione… e ovviamente da brava scema ho voluto rileggerlo tutto e ricontrollarlo per l'ennesima volta. Mi si stanno staccando gli occhi!

Stamattina sono andata a fare i regolari esami del sangue e, ma dai, la vena nel braccio non s'è fatta trovare e così mi son sorbita l'ennesimo prelievo dalla mano. Fortuna erano solo quattro o cinque boccettini.

A parte queste ciance, stavo ragionando su alcune parti del libro, esattamente su Aghadralia, una parentesi incasinata, complessa e non sempre compresa. Sì, riconosco possa risultare abbastanza strana e incomprensibile, in realtà ha un'importanza piuttosto elevata, motivo per cui lì è e lì rimarrà… potrei anche dedicarvi una spiegazione approfondita sul sito, ma chi la leggerà si toglierà il gusto di capire la sua necessità durante la lettura. Non che sia questa drammatica scoperta, non è appellabile spoiler… penso, ma comunque lo farò, soprattutto per dare una risposta a quanti non hanno capito.

Che dire… chi ha avuto il libro prima di questo periodo o lo riceverà da me, avrà quindi una sorta di prima, acerba edizione, poiché tra oggi e domani renderò effettiva quella nuova. Il contenuto è uguale, l'impaginazione e alcuni errori corretti.

Sì, sto perdendo tempo sul blog… ma volevo staccare XD dovevo! Almeno questi pochi minuti… e poi mi rituffo a rileggere e correggere.

E poi devo cucire, devo disegnare… ho almeno sette orli da fare, pantaloni da sistemare e… sto disegnando gli stendardi e gli stemmi per le casate e le fazioni del libro. Dato che è stata messa l'idea di fare delle magliette, magari vedremo di inventarci qualcosa per regalarne qualcuna. Va di moda fare i giveaway, no? XD ovviamente tramite Facebook e la pagina del libro.

Torno a lavorare va >,< addio mondo!

L'Autopubblicazione

Affrontiamo l'argomento… lo affronto nella mia testa ora, l'ho affrontato con diverse persone da quando ho iniziato a prenderlo in considerazione.

Il pensiero comune della gente è che chi si autopubblica è in fondo alla piramide qualitativa. Questo pensiero viene dal ragionamento “non lo ha preso nessuna casa editrice, allora si è autopubblicato”

NO!

Ci sono tantissimi autori autopubblicati che hanno scelto questa opzione per vari fattori:
- non fanno della scrittura il loro obbiettivo nella vita, ma volevano condividere qualcosa e, magari, arrotondare lo stipendio.
- non si sono mai informati su come funzionasse il mondo dell'editoria e hanno trovato nell'autopubblicazione una via semplice e, soprattutto, gratuita, per condividere la loro creazione col mondo. Non dimentichiamoci che il terrore degli esordienti è dover sborsare cifre assurde per vedersi pubblicati (ci sono, ovviamente, case che non chiedono nulla… ma l'impatto con opinioni di gente incappata nelle fregature può portare a quanto scritto sopra)
- non hanno voluto attendere 6, 12, 24 mesi per una risposta che, spesso, se negativa, neanche giunge.

Io rientro in quest'ultima… diciamo che la mia idea iniziale era quella di tentare con le case editrici, ma un anno fa, quando mi hanno diagnosticato la sclerosi multipla, mi son sentita il fiato sul collo. Il fatto di non sapere come la malattia potesse evolversi, l'aver sperimentato la perdita della vista da un occhio (ora ci vedo benone eh!), mi ha spinta a questa scelta. Può essere una decisione non condivisa e che, ovviamente, ha grosse penalità… ma ho preferito così. Forse ho avuto paura di non avere tempo, non lo so… ma non me ne pento.

A parte il mio caso, vorrei solo che nessuno pensasse che chi si autopubblica è per forza di qualità scadente. Certo, magari ci sarà anche chi ha usato l'autopubblicazione come ultima spiaggia, ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Inoltre non sempre un'opera scartata dalle case editrici non ha valore.
Io dico sempre che se un libro ispira, tanto vale comprarlo, leggerlo e poi giudicarlo. Potremmo scoprire un autore che ci piace oppure potremmo sempre fare una critica, ma con una base, non per sentito dire.

Vedete il lato positivo: spesso gli autori esordienti e meno conosciuti, sono più avvicinabili. Potete discutere direttamente con loro dei libri che hanno scritto, dire cosa ne pensate… in fondo chi scrive lo fa per essere letto, no? A prescindere dall'orgoglio, la maggior parte di “noi” autori, non vede l'ora di parlare con chi vuole saperne di più del loro mondo!

Nuova Recensione

Ieri rientrando a casa mi son trovata in mail il link a una nuova recensione, non positiva quanto la prima, ma che ovviamente ritengo giusto riportare.

L’eterna lotta tra bene e male è un tema assai ricorrente nel genere fantasy ma che non cessa mai di stupire per le infinite possibilità interpretative a cui si presta. L’esordio di Aurora Filippi non fa eccezione in tal senso, si lascia ispirare da questa tematica di fondo interpretandola però in modo personalissimo e indubbiamente originale. Leodhrae è il nome di una città immaginaria in cui il male, identificato con l’alchimia, si è risvegliato a opera del temibile Ghadra. Il suo obiettivo è quello di conquistare il mondo avvalendosi del supporto di creature terrificanti alle quali egli stesso ha dato vita sfruttando i suoi poteri alchemici. Ma a intralciare i suoi piani intervengono le forze del bene, rappresentate dagli dèi dei quattro elementi. Il dio del fuoco (una fenice), la dea dell’acqua (una sirena), il dio dell’aria (un drago) e quello della terra (un centauro) si apprestano infatti a preparare i loro eserciti e ad affrontare il comune nemico in uno scontro epocale. A gradi linee questo è il nucleo intorno a cui l’autrice tesse il suo ordito, all'apparenza semplice ma arricchito di così tante sfumature e particolari da trasformarsi strada, facendo, in una tela fittissima nella quale alto è il rischio di perdersi. In effetti è più o meno quanto è accaduto a me in corso di lettura: ho intrapreso il viaggio animata da grande curiosità ed entusiasmo ma, andando avanti, mi sono perduta al punto di non riuscire più ad apprezzare e comprendere la storia fino in fondo. A provocarmi un gran senso di confusione è stato principalmente l’utilizzo di una fitta schiera di voci narranti. Le più “importanti” sono quelle corrispondenti ai quattro Signori degli elementi ma a queste si affiancano anche le voci di altri personaggi cosicché otteniamo nel complesso una consistente pluralità di POV. I narratori raccontano tutti in prima persona alternandosi in maniera casuale nei vari capitoli. Ne consegue che all'inizio di ciascun capitolo non si sa chi stia parlando e quasi mai lo si comprende subito. Ciò mi ha provocato un costante senso di smarrimento che ha messo a dura prova la mia capacità di concentrazione. Immaginate di partecipare a un festa in maschera e di dover trascorrere l’intera serata a cambiare costume. Ecco, leggendo ho provato qualcosa di simile, mi sembrava di entrare e uscire senza sosta dai vari personaggi, così facendo non ho potuto immedesimarmi in nessuno e, a lungo andare, ho cominciato ad avvertire anche un gran senso di stanchezza. A rendere ancor più complicata l’impresa si aggiunge il fatto che gli attori sguinzagliati sul campo sono tantissimi e per lo più hanno nomi quasi impronunciabili (Kerfat’Fuer, Asekar Lostdal Vedur, AnhelieèLen, Iker’Undos…); tra gli altri si aggirano strani incroci nati dagli esperimenti di Gadhra, esseri dalle fattezze e i nomi partoriti interamente dalla fantasia dell’autrice (cito a titolo di esempio i Beriak – simil lupi mannari – i Drow – ovvero una specie di elfi con pelle nera e capelli bianchi, le Goriak – esseri viventi che in realtà sono Chiavi non meglio precisate…) . Memorizzarli e riconoscerli è praticamente impossibile. Il libro è corredato di un glossario in appendice atto a facilitare il compito, ma leggere dovendo ricorrervi di frequente è tutt'altro che rilassante. In conclusione, ho apprezzato la fervida fantasia dell’autrice, che oserei definire straripante, ho intravisto grandi potenzialità nell'idea alla base di questo romanzo dall'impianto epico ma mi sono scontrata con una tecnica narrativa e uno stile espositivo che hanno trasformato la lettura in un’esperienza faticosa più che emozionante. La necessità di comprendere chi stesse raccontando ogni volta che cambiavo capitolo, il bisogno di correre al dizionario per ricordare fattezze e nomi dei personaggi presenti sulla scena hanno finito per farmi perdere completamente il filo della storia lasciandomi, al termine, con la sensazione di aver perso qualcosa di essenziale lungo la via. Per esempio non ho compreso il ruolo degli angeli, che non mancano di fare la loro comparsa, in una storia che per impianto e protagonisti sembra volersi inserire in una cornice di stampo pagano… Probabilmente una migliore gestione dei POV avrebbe reso la lettura più scorrevole consentendo ai pregi dell’opera di venire alla luce. Allo stato attuale mi sembra un diamante grezzo che necessita ancora di essere lavorato perché possa brillare davvero.
Leggi la recensione completa su Il Flauto di Pan

Come ho scritto tempo fa, non faccio polemica sulle recensioni, quindi accetto qualsiasi parere. Da ogni critica si può trarre giovamento, però in questo caso alcune cose vorrei dirle, più per chiarimento che per altro… ognuno interpreta un libro come desidera, e quindi giustamente ha il suo parere ma…

I Drow non li ho inventati io >,> cioè… magari, ma purtroppo esistono da un bel pezzo. I miei potranno essere leggermente rivisitati in alcuni punti, ma esistono da un bel pezzo. Drizzt è il più famoso, ma per chi è avvezzo a bazzicare per giochi di ruolo, se li sarà ritrovati davanti svariate volte.

Gli Angeli (così come i Demoni) per me sono una razza al pari di tutte le altre, non sono gli Angeli cristiani, pertanto non esiste paragone tra paganesimo e cristianesimo. Gli Angeli sono il popolo prediletto di una divinità che governa un piano tutto suo e lo stesso vale per i Demoni.

I POV son solo quattro, mi spiace che non si sia capito… è la prima volta che mi viene detto e ovviamente ne prendo atto. I decori ai capitoli dovrebbero facilitarne la comprensione, ma evidentemente non è così scontato.

Per i nomi non posso dire molto… è completamente soggettivo. Io ho letto opere di Tolkien con nomi complessi, simili tra loro e, specie negli ultimi usciti rimessi in ordine dal nipote, addirittura cambiano da una pagina all'altra con nota di avvertimento XD
Come ho detto, queste non sono critiche alla critica, ma alcuni pareri e precisazioni che non vanno a controbattere il parere della recensione che è sacrosanto. Ognuno ha la sua opinione, va accettata. Se ne prende il buono e si guarda avanti :3

I Fantasy non hanno trama

- preveniamo i linciaggi: la frase non è mia -

Ogni tanto capita di parlare, anche con persone con cui un tempo si condivideva molto, e scoprire che hanno delle idee assurde che espongono con una naturalezza spiazzante. Se poi una frase del genere la dici a me, che scrivo fantasy, che ho pubblicato un libro fantasy… beh, allora potrei anche sentirmene offesa.

A parte la questione soggettiva, pare che il fantasy non abbia trama perché è tutto inventato. C'è da credere che per formulare un pensiero simile non si debba aver mai letto neanche una favola, o una fiaba, perché non si può raccontare nessuna storia senza praticamente tracciare una trama. A questo punto si può pensare che ci sia di mezzo una certa ignoranza rispetto al significato di “trama”.

[in senso figurato] l'insieme delle vicende, dei fatti che si svolgono in un romanzo, in un lavoro teatrale o in un film

Ecco. Diciamo che quindi nessun romanzo è esente da trama, nessun racconto lo è, quindi non si può dire che un certo genere non ha trama perché è invenzione.

Se poi questa risposta ti viene data quando fai notare, in un certo contesto che non sto a spiegare, che non ti sei nemmeno interessato alla trama del mio libro nonostante dici di essermi così amico e vicino… beh, a parte la figura che ci fai, non dimostri certo quanto stai millantando.

Vaaaabbeh…

E del mio libro che dico? Sto seriamente pensando a come fare per farmi notare un po’ di più, ma le idee scarseggiano. Per ora i riscontri avuti sono positivi, ma sono pochi… certo non mi demoralizzo, è uscito da poco no? L'importante è non demordere!

Recensione!

Tornando dal week end passato da mia mamma e dalla serata in compagnia di amici con cui è impossibile non ridere (mi facevano male le guance XD cioè…), mi trovo a controllare la casella di posta e, tra le varie cose, c'è una recensione.

La prima recensione per il mio bimbo! Armata di una dose di autocontrollo, cercando di reggere l'infarto, inizio a leggere temendo il disastro… e invece si è preso un 4.5 su 5! Ma cioè… oddio, grazie!
Se non fosse stato per Aghadralia avrebbe avuto un 5. Aghadralia è uno spicchio nero e contorto della storia, si piazza quasi all'inizio come botta d'arresto e d'inizio per diverse cose, ma reputo quasi normale capirci poco e niente. E mi ero anche preparata al fatto che potesse non piacere… diciamo che secondo me è una di quelle cose che piace o non piace, e non faccio una colpa a nessuno se non la apprezza.

Io sono molto libera e aperta X3 quindi accetto volentieri il “non mi piace” se capisco perché. In questo caso l'ho capito e lo accetto senza problemi, anzi, il confronto di idee diverse mi stuzzica, anche perché fino ad ora nessuno non aveva gradito quella parte tra il mio piccolo giro di beta readers.

Ora vediamo di non gongolare troppo, perché ho mandato il libro anche a persone con gusti molto diversi, con opinioni diverse… è questo il bello: sondare l'opinione. Ma vediamo cosa ha scritto la blogger di Dreaming Fantasy!


Leodhrae si è rivelato una sorpresa. Veramente bello, originale, fantasioso.
La sinossi nella presentazione del libro non svela molto al lettore, la trama complessa si scopre pagina dopo pagina. Ammetto di aver fatto fatica ad entrare nel mondo magico descritto totalmente nuovo, così nuovo che sconvolge i nostri stereotipi del fantasy. Anche lo stile dell'autrice è davvero particolare; tutti questi elementi hanno reso il primo capitolo di una nuova serie fantasy indimenticabile.
Siamo abituati a leggere le solite storie sugli Angeli, le solite cose sugli Elfi, la solita storiella sulle Sirene. Ma con Leodhrae tutte le idee e le immagini che avevamo di queste creature cambiano completamente.
Mai avevamo letto di mondi dentro mondi, mai avevamo letto tante novità nel fantasy.
La storia viene narrata alternativamente dai punti di vista degli Dei degli Elementi; il lettore può scegliere liberamente a chi affezionarsi. Personalmente ho adorato il Dio dell'Aria, il Drago, di nome Nare. Ha un sarcasmo e un'ironia che ho particolarmente apprezzato e le scene raccontante dal suo punto di vista mi sono piaciute tantissimo. Ho amato la cerimonia che ha unito Nare al suo Cavaliere e il loro rapporto. Le avventure del Dio della Terra mi sono piaciute e anche le scene con il terribile Ghadra.
Non mi sono piaciute per niente le scene ambientate in Aghadralia, un regno misterioso dominato da un Angelo Decaduto. Più che una scena fantasy mi è sembrata una scena da manga, che detesto. La spiegazione dell'esistenza di Aghadralia è confusa e ancora non ho capito quale era lo scopo di quel mondo a parte. La storia delle Oshire e delle Odine l'ho trovata totalmente senza senso. A parte questo elemento che non mi è piaciuto, il resto è meraviglioso.
Ci sono personaggi che sono morti e in queste scene tristi, nonostante quei personaggi non mi siano piaciuti, con mio grande stupore mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi. L'autrice è riuscita completamente a catturarmi nel nuovo mondo che ha creato con maestria.

La recensione completa su: Dreaming Fantasy

venerdì 17 giugno 2016

Ci sono gruppi su Facebook per promuoversi in cui è possibile postare anche ogni 24h… io non potrei mai farmi pubblicità ogni giorno, anche perché credo di stufare più che invogliare.
Confido più nelle recensioni al momento, anche se ci sta che ne pioveranno di negative >,< devo star pronta!

A tal proposito m'eran sfuggiti un paio di blog ancora dove hanno messo un’anteprima e quindi li inserisco adesso, mi pare giusto.



Ovviamente il 10 sono andata a vedere le stelle e mi son presa un freddo della madonna. Ieri stavo da cani >,< però ne ho viste a sufficienza da esprimere tanti desideri, anche se la cosa che mi son goduta di più è stata la compagnia.
Ogni tanto ci vuole un po’ di buona compagnia, tante chiacchiere con persone che sanno cosa vuol dire lottare e inseguire il proprio sogno.

Pare comunque che sia stasera la notte in cui cadrà il maggior numero di stelle, potrebbe quindi voler dire che stasera andrò da qualche parte e guardare il cielo.

Se poi dovessero interessarvi delle stelle blu, ecco, come dire, nel mio libro ci sono XD
A parte tutto, vi invito a leggere le 90 pagine disponibili gratis sul sito, magari potrebbe davvero piacervi no?

Ragionamenti vari sui libri in un momento in cui manca la voglia di scriverne uno XD

C'è chi interpreta il rilasciare pagine gratis del proprio libro online come una ricerca disperata, un desiderio di dimostrare che non si sta vendendo una schifezza. C'è chi lo ritiene un atto di coraggio.
Io lo ritengo un atto di generosità fatto nella speranza di piantare un seme che germoglierà o morirà sul nascere.

Ne ho rilasciate ben 90, non sono poche, un'idea ce la si può fare e non odierò nessuno di quanti scarteranno il mio libro. Che male c'è? Ogni volta che si va a una fiera o in una libreria si guardano decine di libri e alla fine magari se ne prende solo uno o nessuno. E’ normale.

Sto lavorando per rendere disponibile il formato epub con una distribuzione decente e l'isbn, anche perché ho amici che espressamente aspettano l'epub.

Oggi ho finito una breve saga di due volumi che mi è piaciuta, però più leggo più mi rendo conto degli stili diversi, proprio nello scrivere. Ne parlavo anche ieri con un amico che sta scrivendo e sistemando un suo romanzo. Una volta che scrivi, quando leggi è diverso.
Cioè, io leggo da quando ho imparato a farlo e mi rendo conto che da quando ho iniziato a scrivere analizzo un libro molto di più. Ad esempio quest'ultimo che ho finito mi è piaciuto molto a livello di trama, a volte intuibile, ma comunque scorrevole e piacevole, mentre avrei pregato l'autore affinché si soffermasse di più sulle descrizioni, sui dettagli visivi.
Questione di gusti, per un lettore, di stile per uno scrittore.

Io adoro le descrizioni, pertanto quando scrivo ne fornisco molte. E c'è modo e modo anche per descrivere, ovviamente. Da quella analitica a quella più vaporosa, a quella che va per metafore.
Ho imparato che su questo non c'è un giudizio universale, quindi se la trama è bella, un libro si fa leggere comunque… poi va da sé che il lettore alla fine possa pensare “avrei voluto più” o “avrei voluto meno”.

Perché non scrivo titoli e autore? Mah, perché non è che lo ritenga fondamentale, nel senso che non è che sia una recensione. Comunque si tratta di Prodigium di Francesco Falconi (avevo anche Estasia, ma alla fine leggo prevalentemente secondo quello che mi ammicca più invitante dalla libreria)
Tra l'altro prima di leggerlo avevo letto recensioni terrificanti su questi libri, ma alla fine a me non son parsi così tragici come li avevano dipinti. Questo dimostra come i gusti cambino tutto.

Poi in definitiva su Anobii, ad esempio, ha una valutazione di tutto rispetto (non ricordo il primo, oggi ho aperto la scheda del secondo) e i difetti che gli venivano attribuiti, beh… ok, qualcuno posso capirlo, altri no. Io so solo, come detto poco sopra, che avrei voluto più descrizione per immergermi nel suo mondo, che fosse Synapsis, Theorica o l'Acropoli, ma è soggettivo. Lo stesso vale per l'aspetto dei personaggi, per cui la mia testa ha elaborato più la prima copertina che il testo per tenere a mente la fisionomia dei ragazzi, ma non è un danno alla trama.

Che poi un lettore commenti con: "dai, era troppo scontato", in realtà è relativo al materiale letto e alla propria testa.
Questo l'ho sperimentato negli anni facendo leggere dei racconti brevi. Cose che per me erano scontatissime, poi per altri in realtà non lo erano.
Succede anche per l'originalità. Mi son sentita dire che ero stata originale su cose che per me non lo erano poi tanto.

Conclusione: i libri cambiano sotto gli occhi di chi li legge, pertanto nessuna valutazione è assoluta e santa verità. Nel bene e nel male, soprattutto nel male, dato che a volte una recensione stronca un libro e fa desistere molti dal comprarlo.
Io non dico di non leggere le recensioni, ma se un libro vi ispira, compratelo lo stesso. Non siamo tutti uguali.

Iker'undos

Era da un po’ che non disegnavo personaggi del libro. In realtà di idee ne avrei (soprattutto idee stupide per prendere in giro i miei stessi personaggi XD attività ricorrente quando parlo con alcuni amici)

Questo è Iker'undos, Dio della Terra, in una delle sue rarissime forme bipedi, dato che predilige vivamente la forma di Centauro.
Mi ero detta di disegnare le nuove immagini al pc, ma dopo aver fatto lo schizzo, ho capito che con il mouse non avrei mai ottenuto l'idea che avevo buttato su carta, pertanto… matite rulez!

Iker'undos e tutta la combriccola divina, vi aspettano nel mio librino, Leodhrae - Il Risveglio dell'Alchimia, (pubblicità time) e se siete scettici, da qualche giorno sul mio sito c'è la possibilità di scaricare le prime 90 pagine! Un buon assaggio non vi pare? E se dovessi piacervi, sarei felice di avervi tra i miei lettori <3

Anteprime

Ci son blog, e quindi blogger, che quando chiedi loro se han voglia di leggere il tuo libro, prima di tutto dedicano un loro post all’anteprima del libro. Di solito non si dà molto peso a questi post perché sono informazioni che l'autore stesso fornisce, ma è un gesto carino da parte del blogger che, prima di leggero, fornisce potenziale informazione dell'uscita ai suoi lettori.

Ho parlato con autori che non apprezzano affatto l'idea di spedire libri a blogger per ottenere una recensione, prediligendo magari riviste o giornali o siti più visitati/preparati, ma io, sinceramente, da blogger di vecchia data, ho preferito sentire anche loro. Non saranno queste copie a mandarmi sul lastrico e spero, vivamente, di poter regalare loro qualche ora di piacere nel leggere la storia che ho scritto.

Pertanto, ecco tre linkini a tre blog a cui spedirò il libro, sperando che le loro proprietarie possano leggere qualcosa di piacevole, piuttosto che maledirsi quando lo chiuderanno XD



ePub, ho vinto io!

Dopo tre giorni di incasinamenti vari per tirare fuori il formato ePub, finalmente ci sono riuscita! Bastava capire che, tutto sommato, come formato ricorda molto quello delle pagine web e ha un codice dietro che è possibile editare per sistemare tutti gli errori.
Pertanto, grazie a LibreOffice, su cui scrivo e che tramite l'estensione Writer2ePub, converte i file in ePub.
Poi ovviamente lo si deve testare e… il mio era una sfilza di errori XD però dopo aver scaricato Sigil, ho capito tutto guardando il codice, e così l'ho sistemato e finalmente è perfetto!

Ora mi sto adoperando per pubblicare l’eBook come si deve, e dargli isbn e un po’ di distribuzione. E’ deprimente vedere come su Kindle Amazon il mio povero eBook scenda di media di 1000 posizioni al giorno >,> ed è triste scoprire come tutte le persone che dicevano che avrebbero comprato il libro in realtà siano sparite nel nulla XD insomma, io posso vedere se vendo o meno, esattamente come vedo se la gente mette mi piace alla pagina del libro.

L’ipocrisia è proprio una brutta bestia… preferirei una certa onestà ecco.